IL QUARZO “GOMMOIDE” DI PALOMBAIA

I cristalli scoperti da Luigi Celleri sulle scogliere di Palombaia. Articolo di Andrea Dini, ricercatore del CNR.
Dettaglio della terminazione a cupola di uno dei cristalli di quarzo gommoide trovati a Colle di Palombaia nel 1993 (Coll. e foto A. Dini).
Gruppo di cristalli di quarzo “gommoide” fino a 4 cm estratti dalla vena trovata a Colle di Palombaia nel 1993 (Coll. Lorenzoni, Foto A. Dini).

Cristalli di quarzo dal bel prisma esagonale, ordinari e spigolosi nella parte inferiore che però, salendo verso la terminazione, mostrano una progressiva curvatura degli spigoli e delle facce. Facce e spigoli tanto più curvi quanto più vicini all’apice, tanto che le sommità dei cristalli talvolta terminano a cupola, come gocce di cristallo fuso, lucentissime. Questi sono i cristalli di quarzo di Colle di Palombaia. Cristalli di quarzo non particolarmente belli da vedere, ma unici al mondo per l’insolita morfologia che ancora oggi gli scienziati non sanno spiegare. Luigi Celleri li scoprì alla metà del 1800 sulle scogliere a sud di Colle di Palombaia e il mineralogista Luigi Bombicci li descrisse facendoli diventare argomento di dibattito scientifico internazionale. Per il loro aspetto furono denominati quarzi “gommoidi”. Il Celleri si adirò tantissimo quando il geologo pisano Giuseppe Meneghini ventilò l’ipotesi che le terminazioni fossero state arrotondate artificialmente e, da buon sanpierese sanguigno, soprannominò il professore “testa secca”.

 

Nel 1993, durante le mie attività del Dottorato di Ricerca, venni a Colle di Palombaia insieme agli amici, e compagni di tante ricerche mineralogiche, Marco Lorenzoni e Angelo Da Costa. Fummo fortunati e trovammo una piccola vena di quarzo che conteneva cristalli “gommoidi” identici a quelli trovati dal Celleri 140 anni prima. Ne selezionammo alcuni per le nostre collezioni, e il resto lo mettemmo in una scatola che donammo al Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa.


Angelo ci ha lasciati quest’estate. Ricordo ancora la sua curiosità nel guardare quegli strani cristalli di cui aveva letto la descrizione nella Mineralogia della Toscana di Antonio D’Achiardi e che eravamo stati capaci di riscoprire. La scatola con i cristalli “gommoidi” è ancora al Museo di Calci, l’ho rivista qualche mese fa insieme alla curatrice della Sezione di Mineralogia Daniela Mauro e al prof. Cristian Biagioni.
La curiosità di Angelo merita di essere soddisfatta. Prossimamente proverò a studiare anche questa “tessera” del grande puzzle della geodiversità elbana.

Panorama della scogliera a sud di Colle di Palombaia dove affiorano le vene con i cristalli di quarzo gommoide. Fotografia scattata in occasione dell’esplorazione della primavera 1993. In alto, Angelo Da Costa (a sx) e Marco Lorenzoni (a dx).

Il museo è accessibile anche a persone con limitata mobilità grazie ad un ingresso laterale con scivolo e il montascale per accedere alle sale delle collezioni situate al  primo piano.


Inoltre, grazie ad un progetto finalizzato all’accessibilità museale realizzato dal Sistema Museale Arcipelago Toscano grazie al contributo della Regione Toscana (S.M.AR.T. in LIS ) è disponibile on line un video che è una vera e propria guida multimediale che spiega la storia e le collezioni presenti al MUM nella Lingua dei segni.

Orari di oggi:
11:30 > 13:30 │ 14:30 > 18:30

Biglietto ingresso:
Intero 4,50 € – Minori di 12 anni 2,50 €

Il Museo MUM è facilmente raggiungibile, si trova nel paese di San Piero in Campo.
Nelle vicinanze si trovano diversi parcheggi.

Via Cavour, 73 – San Piero In Campo
Isola d’Elba (LI) – Italy 


MUSEO MUM
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